Combustibili solidi secondari


Introduzione all’analisi dei combustibili solidi secondari
Mentre a livello europeo si è iniziato a parlare in modo chiaro dal 2008, la normativa italiana introduce il concetto di CSS nel 2010 attraverso il Decreto Legislativo n. 205 del 2010, “Disposizioni di attuazione della direttiva 2008/98/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008 relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive”. La normativa (D. Lgs. N. 205/2010) definisce i Combustibili Solidi Secondari (CSS) come il combustibile solido prodotto da rifiuti che rispetta le caratteristiche di classificazione e di specificazione individuate delle norme tecniche UNI CEN/TS 15359 e successive modifiche ed integrazioni; fatta salva l’applicazione dell’articolo 184 – ter, il combustibile solido secondario, è classificato come rifiuto speciale.
I materiali ammessi per la produzione di CSS sono i rifiuti urbani e speciali non pericolosi e i materiali non classificati come rifiuti e non rispondenti a classi di pericolosità come definite dal Regolamento CLP.

Analisi necessarie
La classificazione dei Combustibili Solidi Secondari (CSS) è basata sulla determinazione di tre parametri:
– Potere Calorifico Inferiore (P.C.I.), definito come parametro economico
– Contenuto di Cloro, definito come parametro tecnico
– Contenuto di Mercurio, definito come parametro ambientale
Questi tre parametri determinano l’assegnazione di classi del combustibile all’interno di una specifica tabella definita dalla normativa fuori della quale il rifiuto non può essere definito come CSS.
Oltre ai parametri di classificazione, il produttore del CSS deve indicare ulteriori parametri specifici, quali metalli pesanti, i cui limiti sono definiti tra il produttore e l’acquirente del CSS in fase commerciale e non da una normativa specifica.

Riferimenti normativi
• UNI EN 15359, “Combustibili solidi secondari – Classificazione e specifiche”
• DM 14 febbraio 2013, n. 22, “Regolamento recante Disciplina della Cessazione della qualifica di rifiuto di determinate tipologie di combustibili solidi secondari (CSS), ai sensi dell’art. 184 – ter, comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni”
• D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in materia ambientale

Profili analitici principali
I profili analitici sono caratterizzati dai parametri di classificazione e da quei parametri aggiuntivi richiesti al produttore e specifici degli accordi con l’acquirente del CSS.
Per un maggior dettaglio contattate direttamente il Laboratorio, dal quale riceverete informazioni più esaustive e complete al fine di una definizione tecnico-economica a voi gradita.

Richiesta offerta analisi / esecuzione analisi
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