Analisi dei suoli e ripristino ambientale

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Introduzione all’analisi dei suoli

La salvaguardia del suolo e del sottosuolo è strettamente legata alla qualità chimico fisica delle acque in quanto le due componenti spesso si trovano a stretto contatto tra loro. Basti pensare che se una delle due fasi risulta fortemente inquinata, quella che si trova in suo contatto lo sarà altrettanto. Ciò comporta che a seconda dell’uso o della tipologia di terreno, si faccia riferimento a differenti limiti di accettabilità massimi per definire la conformità dei suddetti terreni. Il nuovo Codice dell’Ambiente (D. Lgs. N° 152 del 2006) definisce i limiti massimi di accettabilità degli inquinanti per ogni tipologia di sito contaminato preso in considerazione, definisce le frequenze dei monitoraggi, le modalità di gestione ed intervento nei casi di inquinamento in atto e il ripristino ambientale.

Analisi più richieste

Come per le acque, la necessità di ottemperare a riferimenti normativi cogenti fa sì che le analisi più richieste siano quelle richieste dalle direttive indicate nel D. Lgs. 152/06 per il destino di terreni in suolo ad uso pubblico, privato e residenziale piuttosto che ad uso commerciale e industriale. Anche nel caso dei terreni, si ha che le amministrazioni locali possono legiferare con modalità più restrittive o, in casi particolari, possono godere di proroghe, limitate nel tempo, per alcuni inquinanti.

Riferimenti normativi

  • D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in materia ambientale”;
  • Del. G.R.E.R. 09/06/2003 n° 1053.

Profili analitici principali

Suolo – Siti ad uso pubblico, privato e residenziale secondo il D.Lgs. 152/06 (vedi parametri da ricercare)
Suolo – Siti ad uso commerciale e industriale secondo D.Lgs. 152/06 (vedi parametri da ricercare)
Suolo da classificare (il Rapporto di Prova riporta entrambe le colonne limite relative ai due punti precedenti)

Come presentare il campione
in Laboratorio

Il campionamento dovrebbe rappresentare l’intero sito oggetto dell’analisi, quindi è consigliabile, ove possibile, mettere in atto le diverse tecniche di campionamento oggi note (la più diffusa è la quartatura). La quantità ottimale da presentare in laboratorio è 1-4 kg all’interno di un contenitore pulito (barattoli di vetro con ghiera o bottiglie di plastica da 1L con sotto tappo). Nel caso in cui sia prevista sul campione l’analisi di composti volatili sarebbe bene utilizzare contenitori di vetro con sotto tappo e assicurarsi di riempire completamente il contenitore onde evitare di lasciare troppo spazio di testa dove possono accumularsi i composti volatili.

Per velocizzare la procedura di accettazione del campione scarica il modulo “documento di accompagnamento”.